Nelle ultime settimane, guardando distrattamente la televisione, ho avvertito più volte un fremito nella Forza.
È passato qualche giorno prima che potessi rendermi conto di cosa stesse succedendo. Finalmente la settimana scorsa, focalizzando lo sguardo sul televisiore, ho visto quello che non avrei mai voluto vedere: dopo il jingle pubblicitario di Canale 5, parte il promo della fiction I Cesaroni, con la consueta voce dello speaker, la musica della sigla e il montaggio delle immagini. Quando, all’improvviso, in sovrimpressione appaiono i nomi degli attori e del regista, scritti in Comic Sans.
A quel punto la vista si è annebbiata e ho perso i sensi. Buio per qualche minuto. Mi sono ripreso giusto in tempo per sentire la terribile pubblicità TIM con la cover di Con te partirò e per vedere il promo di un’altra fiction Mediaset: Piper. Anche qua musica, speaker, immagini e… tac! nome del regista in sovrimpressione, anche questo in Comic Sans.
“Sarà colpa dei miei occhi! - ho pensato - Forse mi è venuta una malattia rarissima per cui vedo qualsiasi testo scritto in Comic Sans“. Terrorizzato, ho fatto la prova del nove, aprendo un libro a caso: per fortuna i Garamond, gli Helvetica e i Baskerville erano ancora al loro posto tra le pagine.
E allora ho capito che la colpa era tutta di Mediaset. In particolare dei grafici che si occupano di confezionare i promo per le fiction.
I problemi sono due, in realtà: da un lato c’è l’utilizzo improprio di una font, il Comic Sans, ormai logoro, inadatto in quasi tutte le situazioni; dall’altro il mancato rispetto della “immagine coordinata” delle fiction prese in considerazione.

Da sinistra, un frame del promo de I Cesaroni con il testo in Comic Sans e un frame della sigla
Tanto per intenderci con chi ha poca dimestichezza con il mondo della grafica, cercherò di spiegarmi con delle metafore: usare il Comic Sans nei promo equivarrebbe a ingaggiare uno speaker con una voce stridula e fastidiosa. Pensate a Rosa Russo Jervolino che annuncia l’ultima puntata dei Cesaroni in prima tv assoluta! Il disagio uditivo corrisponderebbe a quello visivo per il Comic Sans. Passi che I Cesaroni sono una fiction per tutti e quindi anche il loro promo deve essere “familiare” e non troppo raffinato, ma adoperare una font come il Comic Sans per la comunicazione vuol dire banalizzare tutto, dato che il Comic Sans è forse la font più abusata da chi non ha mai sentito parlare di composizione tipografica. Lo stesso vale per la fiction Piper, ambientata negli anni ‘60, per cui il Comic Sans è a dir poco anacronistico e privo di senso, come lo sarebbe far indossare ai protagonisti della fiction felpe col cappuccio e pantaloni da rapper.

Da sinistra, un frame del promo di Piper con il testo in Comic Sans e un frame dei titoli di testa
Come anticipato, il secondo aspetto del problema - secondo me ancor più grave - consiste nella mancanza di rispetto, mostrata dal sedicente grafico che si è occupato del promo, nei confronti dell’immagine coordinata della fiction. L’immagine coordinata rappresenta l’insieme fissato di regole ed elementi tramite cui un’azienda o un prodotto si mostra al pubblico, definendo il proprio carattere e garantendosi riconoscibilità rispetto ad altre aziende/prodotti. Nel caso delle fiction, tra questi elementi possiamo elencare il logo, la sigla iniziale con la sua musica e tutti gli elementi grafici ricorrenti, tra cui anche una o più font. Se guardate le sigle dei Cesaroni e di Piper, vedrete che i nomi dei protagonisti sono scritti con una font adatta al genere di fiction (per i Cesaroni si tratta dello Zoinks di Comicraft, usato anche per il logo).
Dunque non si capisce perché nei promo di Canale 5 queste font debbano essere abbandonate per lasciare posto al Comic Sans. Se il logo rimane quello, la musica di sottofondo è presa dalla colonna sonora e le sequenze sono tratte dalle puntate, perchè proprio la font deve cambiare? Allora perché non sostituire Claudio Amendola con un altro attore (magari Nino Frassica) durante il promo dei Cesaroni? Perché non inserire un rap di Eminem come sottofondo per il promo di Piper?

Da sinistra, un frame del promo de L'isola dei segreti e un frame dei titoli di testa
Questo comportamento è segno di una grave mancanza di considerazione per il lavoro grafico e la qualità tipografica, segno della deriva crescente di competenze a cui si assiste in questo campo.
Ma non sono solo questi due i casi in cui Canale 5 ha mostrato una caduta di stile. Lo stesso scherzetto è stato fatto con il promo un’altra fiction, L’isola dei segreti, in cui non c’è proprio il Comic Sans, ma si vede comunque una font che non ha nulla a che fare con il carattere e lo spirito che animano la fiction stessa. Cosa c’entra una font così fumettosa e informale con un mistery thriller?
Quale sarà il prossimo programma Mediaset ad essere deturpato in un promo? Chissà se prima o poi vedremo un’edizione del TG5 in Comic Sans. Magari condotta da Rosa Russo Jervolino e Nino Frassica.


5 Commenti
Aggiungo solo che qui a Firenze abbiamo le indicazioni stradali per l’ospedale di Careggi scritte in ComicSans!
I cesaroni… tanto tanto, ma l’ospedale cittadino… vuoi mettere?
Comunque approfitto per segnalare questo fantastico sito:
http://bancomicsans.com/
ciao!!! sono alessia e vivo ad incisa scapaccino in provincia di asti in piemonte
vi volevo dire ke siete fantastici e non mi perdo nessuna puntata soprattutto se in scena ci soo marco e eva la mia coppia preferita ma poi ke se ne frega sia di alex ke sia di simona due stronzi nati va be’ visaluto un bacioneeeeeeeeee salutatemi la piccola cesaroni un becioneeeeeeeeeeeee ciao a pretso dalla vostra fan alessia
esprimo apprezzamento
ti ho infilato inn una catena di sant’antonio
farebbe pendant con l’attuale serietà del TG5 ^^
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