Negli ultimi giorni diversi amici, dopo aver letto la classifica dei peggiori simboli elettorali, hanno espresso dei dubbi, chiedendomi se tutto ciò non fosse una burla, se non mi fossi inventato tutto. Tra le varie mail ricevute:
Mail 1:”Uè cumpà, ma il logo de La Discu è troppo flash. Non ci credo che con fotosciòp si possono fare queste cose così frese! Non mi freghi zio, ti ho sgamato!”
Mail 2:”Reputo impossibile che in un Paese come l’Italia, che ha partorito artisti sommi come Michelangelo e Leonardo, possano esistere dei simboli elettorali così disgustosi. Si tratta, come al solito, di una strumentalizzazione di voi comunisti, e vi si ritorcerà contro come un boomerang”
Mail 3: “Hai fatto piangere il mio bambino con quei loghi orribili! Dovresti vergognarti a mostrare simili oscenità sul tuo blog!”
Mail 4:”Ammettilo! Sei stato tu a disegnare tutti quei simboli elettorali! Come puoi pensare che i tuoi lettori ti credano? Un partito politico non potrebbe mai presentarsi con un logo del genere!”
Mail 5: “Se anche uno solo di questi simboli esiste davvero, mi sparo nelle palle!”
Mi rincresce per i genitali dell’ultimo lettore, ma confermo che i simboli in classifica sono tutti originali. Le liste a cui si riferiscono si presenteranno davvero sulle schede elettorali con quelle grafiche.
Ancora non ci credete? Bene, allora potete controllare direttamente sul sito del Ministero dell’interno il PDF con i 79 simboli ammessi per le elezioni europee. Ma fatelo a vostro rischio e pericolo. Sappiate che la mia classifica è soltanto la punta dell’iceberg della malagrafica politica italiana.
Infine, dato il grande favore incontrato dalla classifica, ho deciso di mostrarvi altri cinque simboli, che fino all’ultimo sono stati sul punto di entrare nella top ten, ma che alla fine non ce l’hanno fatta. Per il loro indubbio valore hanno ricevuto comunque delle menzioni speciali.
Menzione speciale per il dinamismo

La menzione speciale per il dinamismo del simbolo del va al Movimento Autonomo Autotrasportatori Europei, in virtù della magnifica rappresentazione del camion inclinato con le ruote ellittiche. Per entrare in classifica è mancata soltanto la scritta EUROPA in corsivo. Peccato, sarà per la prossima volta.
Menzione speciale per la verbosità

La menzione speciale per la verbosità va alla lista Recupero maltolto, in virtù del numero spropositato di slogan demagogici che sono riusciti a fare entrare in un solo simbolo. Nonostante lo sforzo sia stato notevole, sono convinto che con un po’ d’impegno avrebbero potuto inserire da qualche parte anche un “Più soldi per tutti”, o al massimo un sempreverde “Viva la figa”, o anche uno “Scemo chi legge”.
Menzione speciale per la leggibilità

La menzione speciale per la leggibilità va alla lista Gente d’Italia, in virtù del risalto dato al loro nome sul simbolo. Questo pregevole risultato è stato ottenuto grazie all’attento posizionamento della scritta sulla bandiera sventolante, abbinato all’uso di un carattere leggero, dall’aspetto sbarazzino e simpatico (simile al mai troppo vituperato Comic Sans). Si apprezza inoltre la decisione di scrivere il nome della lista su tre righe, per dare massima visibilità alla preposizione d’. Quell’apostrofo sospeso al centro della bandiera è pura poesia.
Menzione speciale per l’impatto visivo

La menzione speciale per l’impatto visivo va al Nuovo partito d’azione, in virtù della sapiente gestione degli spazi all’interno del simbolo. In controtendenza rispetto agli altri partiti italiani, il Nuovo partito d’azione ha scelto di non urlare i propri slogan con grandi caratteri in grassetto e, sfatando tutti i luoghi comuni, non ha chiesto al proprio grafico di ingrandire il logo con il libro e la spada fino ai margini del cerchio. Anche se, così facendo, sulla scheda elettorale gli ultrasettantenni riusciranno a disitnguere solo il contrasto tra l’arancione e il verde, sempre che non siano daltonici. Ma d’altronde il Nuovo partito d’azione non è per i daltonici, nè per i vecchi!
Menzione speciale per la freschezza

A tal proposito, l’ultima menzione speciale per la freschezza va alla lista Mondo Anziani, in virtù dell’universalità del loro simbolo, che unisce tradizione e innovazione. In esso troviamo la classicità cromatica del patrio vessillo e la rottura degli schemi creata dalla disposizione dei colori in un’energica forma acuminata. Se a questo si associa il nome accattivante, scritto in corsivo su due righe sfalsate per lasciare aria alle stelle europee, si ottiene questo simbolo, che piace a grandi e piccini, dai 3 ai 99 anni. Giovini italici, non lasciatevi ingannare dalle lusinghe degli altri partiti: lunga vita a Mondo Anziani!

1 Commento
sagacie ed ironico!!!
la categoria: “premio speciale verbisità” ispira quanto meno un premio al merito x la ricerca… voterò questo
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